26 Mar LA CRESCITA DEL COACHING AZIENDALE
Commenti basati sulla Ricerca di ICF Italia, in collaborazione con l’ente Format Research.
Quanto sarebbe utile come coach avere argomentazioni di vendita oggettive e numeriche da utilizzare con le organizzazioni, al fine di trasmettere al meglio l’impatto e il valore aggiunto dei servizi che offriamo?
ICF Italia, in collaborazione con l’ente Format Research di Roma, si è mossa per metterci a disposizione queste argomentazioni grazie ad un’indagine condotta su un campione di circa 1000 aziende che operano sul territorio italiano. L’indagine è stata condotta a maggio 2024 e il report redatto a giugno 2024.
Il primo dato che emerge, su cui riflettere, riguarda la conoscenza del coaching in Italia: circa il 20% degli intervistati dichiara di conoscerlo, il 36% ne ha solo sentito parlare ed il 44% non lo conosce. Questo segnala un ritardo significativo rispetto al contesto globale dove invece il 73% degli intervistati a livello mondiale conosce il coaching (secondo l’ultima ricerca condotta da ICF Global).
Questo ci dice anche che conviene sempre spiegare ai nostri potenziali clienti cosa è il coaching e come funziona e non dare mai per scontato che l’interlocutore lo sappia.
Si constata inoltre che, ad oggi, le organizzazioni interpretano il concetto del coaching aziendale più come uno strumento utile a migliorare il clima aziendale, le prestazioni e la motivazione del personale, considerando meno le sue potenzialità in termini di: pianificazione di obiettivi aziendali e impatto sulla formazione del personale grazie al potenziamento delle skills lavorabili.
Le imprese che investono nel miglioramento aziendale (ad esempio azioni per motivare il personale o azioni per il miglioramento delle performance del personale) sono in aumento con una crescita prevista che passerà dal 23% (2022-2023) al 34% (2024-2025).
Coloro che decidono di avvalersi di una figura professionale a supporto di tale miglioramento la selezionano prestando particolare attenzione, in ordine di preferenza, all’esperienza e alle competenze, alla qualifica professionale da parte di un’associazione professionale, al costo della prestazione e alla localizzazione geografica.
Un dato fortemente motivante per il coaching riguarda il grado di soddisfazione delle imprese che hanno scelto il supporto di una figura professionale: infatti il 94% delle imprese che ha utilizzato un coach è rimasto molto soddisfatto del servizio ricevuto, tale percentuale è pari all’’88% per le imprese che hanno utilizzato un consulente aziendale e all’83% per chi invece ha preferito l’ausilio di un HRS (specialista risorse umane).
Le risposte si sono focalizzate su quanto i benefici ricevuti siano stati all’altezza dei benefici attesi.
Quasi il 76% delle imprese che si sono affidate ad un Coach ritiene che questo strumento sia estremamente o molto importante. Un ulteriore 19% lo definisce importante, seppur non essenziale. Solo il 5% lo ritiene poco utile.
Si può dire quindi che chi conosce il coaching professionale e lo sperimenta ne rileva l’impatto generativo e ancora, a sostegno di un coach professionista, un altro dato dell’indagine ci dice che, dopo aver conosciuto meglio ICF e volendo considerare il coaching come supporto, il 20% delle imprese sceglierebbe un coach con credenziale ICF.
Alle organizzazioni che hanno scelto un coach è stato inoltre chiesto “quali sono i principali vantaggi nell’implementazione dei programmi e delle azioni di coaching nella sua impresa?”, le risposte date diventano preziose argomentazioni con le quali poter rispondere alla domanda di una committenza che chiede “ma il coaching a cosa mi serve?”. Le elenco di seguito:
- Migliora la comunicazione e la collaborazione all’interno dell’impresa (96%)
- Migliora il clima aziendale (85%)
- Favorisce lo sviluppo delle competenze dei dipendenti (56%)
- Incrementa la motivazione e l’engagement dei dipendenti (39%)
- Favorisce il raggiungimento degli obiettivi aziendali (30%)
- Aiuta a gestire il cambiamento e l’innovazione (13%)
- Migliora le capacità dei dipendenti in termini di problem solving (11%)
- Migliora lo stile di leadership della dirigenza/dei titolari (8%)
Leggerle ha generato in me un pensiero che condivido con voi: le risposte che potremo dare non saranno più interpretate come parole di parte!
Quindi riassumendo:
- Il 20% delle imprese in Italia conosce il coaching
- E’ prevista una crescita del 34% nel biennio 2024-2025
- Il 94% delle aziende sono molto soddisfatte per aver scelto un coach
- Il 76% delle imprese che lo hanno utilizzano ritiene che il coaching sia estremamente o molto importante
Numeri e percentuali per le organizzazioni sono essenziali, soprattutto se estratti da indagini ufficiali e riportate da enti riconosciuti. ICF sempre più, anche in Italia, rappresenta un punto di riferimento importante, la sua credenziale un “bollino di garanzia di efficacia” e questi dati un altro strumento a supporto dei coach.
Usateli e fateli fruttare al meglio! Questo lo scopo di questa condivisione.
Il Business Coaching cresce!
Francesca Di Gioia