LA CRESCITA DEL COACHING AZIENDALE

LA CRESCITA DEL COACHING AZIENDALE

Commenti basati sulla Ricerca di ICF Italia, in collaborazione con l’ente Format Research.

Quanto sarebbe utile come coach avere argomentazioni di vendita oggettive e numeriche da utilizzare con le organizzazioni, al fine di trasmettere al meglio l’impatto e il valore aggiunto dei servizi che offriamo?

ICF Italia, in collaborazione con l’ente Format Research di Roma, si è mossa per metterci a disposizione queste argomentazioni grazie ad un’indagine condotta su un campione di circa 1000 aziende che operano sul territorio italiano. L’indagine è stata condotta a maggio 2024 e il report redatto a giugno 2024.

Il primo dato che emerge, su cui riflettere, riguarda la conoscenza del coaching in Italia: circa il 20% degli intervistati dichiara di conoscerlo, il 36% ne ha solo sentito parlare ed il 44% non lo conosce. Questo segnala un ritardo significativo rispetto al contesto globale dove invece il 73% degli intervistati a livello mondiale conosce il coaching (secondo l’ultima ricerca condotta da ICF Global).
Questo ci dice anche che conviene sempre spiegare ai nostri potenziali clienti cosa è il coaching e come funziona e non dare mai per scontato che l’interlocutore lo sappia.

Si constata inoltre che, ad oggi, le organizzazioni interpretano il concetto del coaching aziendale più come uno strumento utile a migliorare il clima aziendale, le prestazioni e la motivazione del personale, considerando meno le sue potenzialità in termini di: pianificazione di obiettivi aziendali e impatto sulla formazione del personale grazie al potenziamento delle skills lavorabili.

Le imprese che investono nel miglioramento aziendale (ad esempio azioni per motivare il personale o azioni per il miglioramento delle performance del personale) sono in aumento con una crescita prevista che passerà dal 23% (2022-2023) al 34% (2024-2025).

Coloro che decidono di avvalersi di una figura professionale a supporto di tale miglioramento la selezionano prestando particolare attenzione, in ordine di preferenza, all’esperienza e alle competenze, alla qualifica professionale da parte di un’associazione professionale, al costo della prestazione e alla localizzazione geografica.

Un dato fortemente motivante per il coaching riguarda il grado di soddisfazione delle imprese che hanno scelto il supporto di una figura professionale: infatti il 94% delle imprese che ha utilizzato un coach è rimasto molto soddisfatto del servizio ricevuto, tale percentuale è pari all’’88% per le imprese che hanno utilizzato un consulente aziendale e all’83% per chi invece ha preferito l’ausilio di un HRS (specialista risorse umane).
Le risposte si sono focalizzate su quanto i benefici ricevuti siano stati all’altezza dei benefici attesi.

Quasi il 76% delle imprese che si sono affidate ad un Coach ritiene che questo strumento sia estremamente o molto importante. Un ulteriore 19% lo definisce importante, seppur non essenziale. Solo il 5% lo ritiene poco utile.
Si può dire quindi che chi conosce il coaching professionale e lo sperimenta ne rileva l’impatto generativo e ancora, a sostegno di un coach professionista, un altro dato dell’indagine ci dice che, dopo aver conosciuto meglio ICF e volendo considerare il coaching come supporto, il 20% delle imprese sceglierebbe un coach con credenziale ICF.

Alle organizzazioni che hanno scelto un coach è stato inoltre chiesto “quali sono i principali vantaggi nell’implementazione dei programmi e delle azioni di coaching nella sua impresa?”, le risposte date diventano preziose argomentazioni con le quali poter rispondere alla domanda di una committenza che chiede “ma il coaching a cosa mi serve?”. Le elenco di seguito:

  • Migliora la comunicazione e la collaborazione all’interno dell’impresa (96%)
  • Migliora il clima aziendale (85%)
  • Favorisce lo sviluppo delle competenze dei dipendenti (56%)
  • Incrementa la motivazione e l’engagement dei dipendenti (39%)
  • Favorisce il raggiungimento degli obiettivi aziendali (30%)
  • Aiuta a gestire il cambiamento e l’innovazione (13%)
  • Migliora le capacità dei dipendenti in termini di problem solving (11%)
  • Migliora lo stile di leadership della dirigenza/dei titolari (8%)

Leggerle ha generato in me un pensiero che condivido con voi: le risposte che potremo dare non saranno più interpretate come parole di parte!
Quindi riassumendo:

  • Il 20% delle imprese in Italia conosce il coaching
  • E’ prevista una crescita del 34% nel biennio 2024-2025
  • Il 94% delle aziende sono molto soddisfatte per aver scelto un coach
  • Il 76% delle imprese che lo hanno utilizzano ritiene che il coaching sia estremamente o molto importante

Numeri e percentuali per le organizzazioni sono essenziali, soprattutto se estratti da indagini ufficiali e riportate da enti riconosciuti. ICF sempre più, anche in Italia, rappresenta un punto di riferimento importante, la sua credenziale un “bollino di garanzia di efficacia” e questi dati un altro strumento a supporto dei coach.

Usateli e fateli fruttare al meglio! Questo lo scopo di questa condivisione.
Il Business Coaching cresce!
Francesca Di Gioia

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