Coversazioni di coaching e trend

Coversazioni di coaching e trend

La Global Coaching Study 2023 di ICF ha messo in evidenza le seguenti tendenze nellโ€™industria del coaching a livello mondiale:

  • Cresce il numero di professionisti: 54% in piรน, a livello globale, tra il 2019 e il 2022
  • Cresce il fatturato annuo: il 60% per lo stesso periodo
  • Le donne rappresentano il 72% dei coach e il 58% dei clienti
  • Le generazioni coinvolte: i Millennials sono solo il 10%. Un elevato numero di coach (48%) appartiene alla Generazione X, ad eccezione di Nord America e Oceania dove i Baby Boomers superano ampiamente le altre generazioni
  • Il 31% dei clienti รจ costituito da managers, il 25% da dirigenti
  • Il 57% degli incarichi sono commissionati da aziende e organizzazioni
  • Il 37% dei clienti ha tra i 25 e i 44 anni, il 32% tra i 45 e i 54 anni
  • Le tematiche piรน richieste sono Leadership, Comunicazione e Produttivitร  nelle Organizzazioni

Su ciascun dato cโ€™รจ spazio per fare in Italia unโ€™interessante analisi. Ma in questo momento desidero focalizzarmi su qual รจ lโ€™esperienza concreta di chi opera nel settore.

Lโ€™ho chiesto a tre coach di diversa provenienza, sia geografica (Europa, Stati Uniti e Sudafrica) che di approccio (Coaching Prossemico, teoria Adleriana e Solution Focus). Vi racconto cosa ho appreso.

 

Comโ€™รจ cambiata la professione

โ€œIl coaching non รจ piรน percepito come una misura correttiva, ma piuttosto come uno strumento prezioso per lo sviluppoโ€ dice Connie Kadansky, MCC con esperienza ventennale negli Stati Uniti. E prosegue sottolineando come la domanda di coaching sia passata da un approccio prevalentemente uno a uno, al team coaching, come dimostra anche lโ€™introduzione da parte di ICF Global di un accreditamento avanzato proprio per il team coaching.

Esperienza simile in Italia quella di Roberto Rigati, coach, consulente e formatore attivo a Milano dagli anni โ€™80: โ€œi clienti sempre di piรน mi chiedono un intervento per lavorare sulla cultura e sullโ€™approccio aziendale, a livello di gruppo piรน che di singolo, e soprattutto non solo sulla competenza specifica di un determinato professionistaโ€.

Il Covid ha poi introdotto un altro cambiamento. Nel momento in cui le sessioni da remoto sono diventate prassi comune, la platea degli utenti si รจ ampliata, riducendo le limitazioni geografiche. Questo ha generato un grande vantaggio, soprattutto per chi ha le competenze linguistiche per rivolgersi ad un pubblico globalizzato.

Dagli Stati Uniti la constatazione che i coach hanno sempre piรน strumenti a disposizione, presi da neuroscienze, psicologia, scienza della performance, ed una crescente attenzione alla dimensione dellโ€™essere rispetto a quella del singolo obiettivo/problema portato in sessione, come dimostra il successo del libro di Marcia Reynolds โ€œCoach the person, not the problemโ€.

E nel panorama italiano in particolare? Roberto Rigati, evidenzia due principali differenze rispetto a quando ha cominciato a proporre il coaching:

  • la prima รจ che le aziende medie e grandi oggi hanno maggiore consapevolezza, sappiano di cosa si tratta, al contrario delle piccole (che perรฒ tuttora costituiscono la grande maggioranza del sistema imprenditoriale italiano)
  • la seconda differenza rispetto al passato รจ che oggi HR, Manager e Imprenditori (di aziende medie e grandi) conoscono lโ€™associazione International Coaching Federation (ICF) e riconoscono il valore delle credenziali ottenute dai coach ICF.

 

Come sono cambiate le tematiche

โ€œAumenta lโ€™interesse per il tema della qualitร  della vita in unโ€™ottica che supera il tradizionale work-life balanceโ€ dice Svea van der Hoorn, coach, formatrice e psicoterapeuta attiva in Sudafrica. “Cโ€™รจ maggiore attenzione ai valori e principi a cui i clienti vogliono improntare sia la vita personale che lavorativa. Per le aziende ciรฒ puรฒ tradursi in dipendenti โ€œa comparti stagniโ€, quindi con idee molto diverse tra loro su orari, impegno, scadenze (ad esempio tra i dipendenti di lunga data e i nuovi arrivati). Per leader, HR e manager la sfida รจ riuscire a creare ambienti di lavoro in cui ci sia equitร  ma, allo stesso tempo, varietร  di condizioni lavorative, il che rende centrale la capacitร  di comunicare in modo costruttivoโ€. Questo potrebbe spiegare come il tema della comunicazione emerga nel Global Coaching Study, quale uno degli aspetti piรน in crescita.

โ€œIo che lavoro sui temi della venditaโ€ dice Connie Kadansky โ€œtrovo che ci sia crescente curiositร  verso il ritorno sull’investimento durante il processo di vendita e una crescente aspettativa di risultati chiari dal coachingโ€. Il coaching รจ sempre piรน percepito come strumento di sviluppo anzichรฉ di correzione, questo atteggiamento รจ possibile collegarlo anche ad una certa differenza di temi di tipo quasi “geografico”. Prendendo spunto da un intervento di Anna Gallotti, Chair of the Thought Leadership Institute, al Coaching Expo2023. Secondo la sua esperienza in Europa e anche in Italia si va rapidamente verso questioni esistenziali, ad esempio: perchรฉ faccio questo lavoro, perchรฉ sono arrivato a questi livelli in azienda (per i dirigenti), voglio veramente essere un manager oppure un esperto? Negli Stati Uniti invece al coach si chiede di lavorare partendo dagli strumenti: aiutami a presentarmi meglio in riunione, aiutami a presentarmi meglio con i miei pari, desidero raggiungere dei risultati in azienda e il coaching puรฒ aiutarmi.

Come sono cambiati i clienti

โ€œI clienti sono diventati piรน aperti a mostrare vulnerabilitร  e a investire nel coachingโ€ afferma Connie Kadanski.

โ€œIo noto che tra i manager e gli imprenditori che richiedono il coaching per se stessi ci sono sempre piรน donneโ€ dice Roberto Rigati.

Al tema tradizionale del bilanciamento carriera – famiglia, ancora presente, si affianca la ricerca di un modello di leadership femminile. โ€œLe mie clienti si chiedono: come posso fare carriera senza conformarmi a modelli maschili ma restando me stessa?โ€ Svea van der Hoorn osserva che aumenta anche la richiesta dei giovanisssimi, a supporto di genitori con impegni crescenti e di stituzioni formative sempre piรน allโ€™osso.

 

Come sono cambiati i colleghi

รˆ evidente lโ€™interesse per le credenziali e la formazione. Connie Kadansky in particolare rileva una crescente sensibilitร  alla nicchia specializzata e alle credenziali aggiuntive mentre Svea van der Hoorn sottolinea come il codice etico non sia piรน uno strumento di vigilanza sulla professione, ma proprio uno strumento per esercitare la professione nel quotidiano.

Roberto Rigati, nel panorama italiano, parla di โ€œpolarizzazioneโ€: da un lato professionisti che aderiscono alle grandi organizzazioni di coaching, che fanno aggiornamento professionale continuo e addirittura ricerca e sperimentazione, con una grande attenzione ai capisaldi etici della professione, e dallโ€™altro professionisti che si definiscono coach in modo disinvolto. Fenomeno sempre esistito ma che si รจ accentuato negli anni.

 

Cosa pensi che succederร  nel futuro

โ€œL’integrazione della tecnologia nel processo di coaching รจ inevitabileโ€ dice Connie Kadansky. โ€œAlcuni strumenti potrebbero sostituire determinate attivitร  del coach, ad esempio lโ€™intelligenza artificiale per il monitoraggio dei progressiโ€. E a livello negoziale prevede una diminuzione dei contratti di coaching a lungo termine: โ€œLa vita si muove sempre piรน velocemente, e l’accordo di coaching oltre le 12 sessioni potrebbe essere superato. I clienti ricontatteranno il loro coach nei momenti in cui ne trarranno un valore aggiuntoโ€. Su posizioni parzialmente diverse Svea van der Hoorn ritiene che lโ€™attenzione dei media per lโ€™intelligenza artificiale non corrisponda al sentire comune e individua invece un altro tema con grandi potenzialitร , comunque legato alla tecnologia: quello della crescente influenza dei social media in ogni area della vita (spirituale, fisica, mentale, emotiva, interpersonale): โ€œil coaching potrebbe diventare lo strumento eletto per questo ambito visto che promuove lโ€™autonomia e la responsabilitร  del singolo individuo sulla propria esistenzaโ€.

Un sentito ringraziamento a coloro con cui ho avuto il piacere di parlare, per la loro disponibilitร  e collaborazione.

Connie Kadansky, MCC Coach – Stati Uniti. Formatrice e coach dal 2007. Lavora principalmente con manager e professionisti dellโ€™area commerciale

Roberto Rigati, CPP Coach – Milano. Formatore e consulente HR dal 1987, Business executive e corporate coach dal 2007. Fondatore dellโ€™Accademia del Coaching Prossemico

Dr Svea van der Hoorn, MCC Coach – Sudafrica. Psicologa e psicoterapeuta, Formatrice e Coach. Lavora con individui, gruppi e organizzazioni, si occupa principalmente di educazione (sia manageriale che accademica), leadership e management, formazione degli adulti.

A cura di:
Elena Berneschi